La rete funziona, senza troppi fronzoli. Certo, bisogna saperla usare come fa, ad esempio, Gianluca Diegoli, l'autore di Minimarketing.
Leggete il post di Gianluca e capirete che cosa è stato a innescare la gara di solidarietà nei confronti delle aziende emiliane colpite dal terremoto dei giorni scorsi. Informazioni esaustive sulle condizioni delle imprese colpite, riferimenti precisi delle persone da contattare, chiare immagini inserite per documentare la situazione. Mica poco. Chiunque legga il post, alla fine sa precisamente che cosa è accaduto, qual è la situazione e come è possibile aiutare le imprese che hanno inviato la richiesta di aiuto.
Se dopo aver letto il post di Gianluca avrete voglia di aiutare anche voi le imprese emiliane, ricordate che - a causa delle richieste ricevute via posta elettronica - molte hanno sospeso le prenotazioni fino al prossimo 7 giugno. Segnatelo in agenda.
domenica 27 maggio 2012
giovedì 24 maggio 2012
mercoledì 23 maggio 2012
Un'amministrazione poco "social"
Oggi pomeriggio Giovanni Arata ha presentato una ricerca sulle forme e i comportamenti della PA sui social media con riferimento all'attività di Comuni, Province e Regioni; commentatore è stato Alessandro Lovari che ha brevemente illustrato il recente lavoro presentato al Forum PA. Entrambe le presentazioni avrebbero meritato una discussione un po' più lunga di quella effettivamente realizzata.
Il lavoro presentato fotografa una situazione di sostanziale arretratezza e prevalentemente caratterizzato da improvvisazione. Strategia poca. Peccato, perché sono convinto che la comunicazione digitale potrebbe migliorare (e molto) il rapporto tra amministrazione e cittadini.
La presentazione di Giovanni la trovate qui, mentre quella di Alessandro è disponibile qui. Buona lettura.
Il lavoro presentato fotografa una situazione di sostanziale arretratezza e prevalentemente caratterizzato da improvvisazione. Strategia poca. Peccato, perché sono convinto che la comunicazione digitale potrebbe migliorare (e molto) il rapporto tra amministrazione e cittadini.
La presentazione di Giovanni la trovate qui, mentre quella di Alessandro è disponibile qui. Buona lettura.
martedì 22 maggio 2012
Nativi digitali, ma con moderazione
Pensavate che i nativi digitali fossero una popolazione iper-tecnologica e sempre connessa? Sbagliato. Più di un terzo di loro vede nella tecnologia solamente uno strumento utile.
Lo staff di Ketchum ha pubblicato la ricerca “Digital Living Ketchum Index”, condotta su un campione internazionale di oltre 6.000 consumatori in sei Paesi. Nella ricerca vengono identificati quattro tipi di nativi digitali: gli “Entusiasti”, appassionati di tecnologia e disposti a sacrificare la semplificazione per l’empowerment personale sono il gruppo più numeroso del campione (37% della popolazione globale dello studio), seguiti dagli “Infomaniaci” (25%), che ritengono la raccolta di informazioni e la scoperta di nuove esperienze più importante rispetto ad una migliore capacità di relazionarsi con le altre persone. A poca distanza troviamo i “Pragmatici” (22%), che vedono nella tecnologia uno strumento per migliorare le relazioni con gli altri o gestire diversi aspetti della propria esistenza. Ultimi i “Disconnessi” (16%) poco appassionati alla tecnologia alla quale conferiscono un alto valore per la capacità di semplificazione. Bella l'infografica che riproduco qui accanto.
La ricerca completa la trovate qui. Buona lettura.
Lo staff di Ketchum ha pubblicato la ricerca “Digital Living Ketchum Index”, condotta su un campione internazionale di oltre 6.000 consumatori in sei Paesi. Nella ricerca vengono identificati quattro tipi di nativi digitali: gli “Entusiasti”, appassionati di tecnologia e disposti a sacrificare la semplificazione per l’empowerment personale sono il gruppo più numeroso del campione (37% della popolazione globale dello studio), seguiti dagli “Infomaniaci” (25%), che ritengono la raccolta di informazioni e la scoperta di nuove esperienze più importante rispetto ad una migliore capacità di relazionarsi con le altre persone. A poca distanza troviamo i “Pragmatici” (22%), che vedono nella tecnologia uno strumento per migliorare le relazioni con gli altri o gestire diversi aspetti della propria esistenza. Ultimi i “Disconnessi” (16%) poco appassionati alla tecnologia alla quale conferiscono un alto valore per la capacità di semplificazione. Bella l'infografica che riproduco qui accanto.
La ricerca completa la trovate qui. Buona lettura.
venerdì 18 maggio 2012
BrandZ Top 100 2012: il ritorno di Big Blue
Sette società delle prime dieci della classifica appartengono al mondo della tecnologia. Una sola impresa italiana presente, Telecom, che si attesta all'84.esimo posto. Buon segno, vuol dire che c'è ancora spazio per migliorare...
Da notare l'ingresso di China Mobile nella top ten, quello di Ikea nella classifica generale e l'impatto di Facebook sui marchi a maggiore crescita. Queste le anticipazioni del documento che sarà pubblicato martedì prossimo.
Aggiornamento: qui a lato trovate una bella infografica, mentre il rapporto completo lo potete scaricare qui. Buona lettura.
martedì 15 maggio 2012
Technologies drive business success?
Per le aziende, i social media sarebbero diventati strumenti ormai imprescindibili utili ai fini della comunicazione, del marketing e delle vendite. Inoltre, velocizzerebbero i processi interni sviluppando le relazioni professionali e aiuterebbero a reperire informazioni di mercato contribuendo a migliorare la produttività. Gli utilizzatori più assidui sarebbero i manager senior, che risultano utilizzare assiduamente i social per obiettivi lavorativi traendone benefici personali, professionali e portando concreti miglioramenti di performance alle proprie aziende.
Tutte queste informazioni sono contenute nel rapporto "How social technologies drive business success" che Google ha affidato alla società di ricerca Millward Brown (quella di BrandZ Top 100) che ha intervistato un campione composto da 2.700 manager di sette Paesi europei: Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Olanda, Spagna e Svezia. Il rapporto lo potete scaricare qui.
Tutto molto interessante ma è difficile credere che possa funzionare in Italia, perché è noto che in diversi ambienti anche il solo impiego della mail aziendale per fini personali è stato usato come pretesto per il licenziamento.
Innovazione tecnologica e norme sul lavoro devono seguire un percorso parallelo, altrimenti stiamo parlando di moda e non di evoluzione.
Tutte queste informazioni sono contenute nel rapporto "How social technologies drive business success" che Google ha affidato alla società di ricerca Millward Brown (quella di BrandZ Top 100) che ha intervistato un campione composto da 2.700 manager di sette Paesi europei: Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Olanda, Spagna e Svezia. Il rapporto lo potete scaricare qui.
Tutto molto interessante ma è difficile credere che possa funzionare in Italia, perché è noto che in diversi ambienti anche il solo impiego della mail aziendale per fini personali è stato usato come pretesto per il licenziamento.
Innovazione tecnologica e norme sul lavoro devono seguire un percorso parallelo, altrimenti stiamo parlando di moda e non di evoluzione.
venerdì 4 maggio 2012
Return on Involvement
«Dio è morto, Marx è morto, e io mi sento poco bene». Questo, più o meno, il pensiero di Kevin Roberts, Ad di Saatchi & Saatchi Worldwide, sul futuro del marketing e della strategia. L'articolo di Richard Draycott lo trovate qui. Grazie a Mauro Lupi che lo ha segnalato qualche giorno fa e a Davide Pozzi che, oltre ad avermi ricordato di leggerlo..., ne ha fornito una gustosa traduzione.
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