Tutto molto interessante, conforta quel 70 per cento di networkers che acquistano online con regolarità. Credo, per esperienza, che questo sia un dato fisiologico: quel restante 30 per cento difficilmente è interessato a fare acquisti online oppure ha delle barriere di accesso al sistema che lo escludono. Pensando al mercato italiano, per esempio, bisogna considerare i costi di consegna spesso sproporzionati rispetto al valore dell'oggetto acquistato o la relativamente scarsa diffusione delle carte di credito. Quindi la domanda è: se vogliamo far crescere la spesa online, dobbiamo lavorare su nuovi ingressi o concentrarci su strategie, facilità d'uso e accessibilità dei siti Internet? Io propendo per la seconda ipotesi. E il successo di alcuni siti di e-Commerce facili da usare (Yoox su tutti) sembra darmi ragione.
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martedì 18 dicembre 2012
Social Media Marketing: tendenze del 2013
Fabrizio Pivari segnala questa bella infografica di Boot Camp Digital che descrive le Strategie di marketing digitale per il 2013; da conservare per dodici mesi per vedere cosa ha funzionato e cosa no a dicembre del prossimo anno.
giovedì 6 dicembre 2012
Top Social Brands 2012: una ricerca Awareness
Coca Cola, Red Bull, ma anche Apple, Dell e ancora Ford, Starbucks e Nike e poi Zappos, Mashable e HubSpot. Conoscete tutte queste aziende?
Sono (in ordine casuale) i primi dieci marchi che usano meglio lo strumento Social secondo il sondaggio condotto da Awareness tra oltre 460 addetti ai lavori nel settore del marketing negli States.
Il rapporto completo "The State of Social Media Marketing - Industry Report 2012: Most Admired Brands" potete scaricarlo direttamente dal sito di Awareness. Buona lettura.
Sono (in ordine casuale) i primi dieci marchi che usano meglio lo strumento Social secondo il sondaggio condotto da Awareness tra oltre 460 addetti ai lavori nel settore del marketing negli States.
Il rapporto completo "The State of Social Media Marketing - Industry Report 2012: Most Admired Brands" potete scaricarlo direttamente dal sito di Awareness. Buona lettura.
lunedì 5 novembre 2012
Contenuti di qualità per il Social Marketing
La domanda che i Social Media Manager si sentono rivolgere sempre più spesso è «Come dovrei usare Facebook e Twitter per fare crescere il mio business?».
Fornire una risposta univoca non è ovviamente possibile, però alcune precisazioni possono essere sempre utili. La prima: Facebook e Twitter sono due canali utilizzabili per fare inbound marketing ma questo non significa che siano in grado di auto-alimentarsi. La seconda: il successo del prodotto o servizio offerto non dipende dalla capacità di comunicazione attuata ma dalla qualità del prodotto/servizio; sembra banale ma non lo è. La terza e ultima: usare una strategia di Social Marketing per lo sviluppo del proprio business impone una comunicazione basata su un contenuto di valore; informazioni, articoli, video, casi di studio, esperienze, consigli... Il cliente deve percepire di essere sempre parte di un processo di supporto a sostegno della soluzione del suo problema.
Una volta che avrete definito il contenuto e il target dell'utenza che intendete raggiungere, potrete pianificare il vostro ingresso su Facebook o Twitter.
La produzione di contenuti di qualità funziona da volano per tutto quanto gravita intorno al prodotto/servizio offerto, indipendentemente dal tipo di media utilizzato. Mantenere elevata la qualità dei propri contenuti, inoltre, permette di aggiungere alla propria immagine valori aggiuntivi come quello dell'autorevolezza.
Progettando una buona strategia di comunicazione i risultati, in termini di traffico sul proprio sito, arrivano automaticamente. Se volete avere un quadro chiaro di questa catena vi consiglio di leggere questa infografica realizzata da The Whole Brain Group.
Fornire una risposta univoca non è ovviamente possibile, però alcune precisazioni possono essere sempre utili. La prima: Facebook e Twitter sono due canali utilizzabili per fare inbound marketing ma questo non significa che siano in grado di auto-alimentarsi. La seconda: il successo del prodotto o servizio offerto non dipende dalla capacità di comunicazione attuata ma dalla qualità del prodotto/servizio; sembra banale ma non lo è. La terza e ultima: usare una strategia di Social Marketing per lo sviluppo del proprio business impone una comunicazione basata su un contenuto di valore; informazioni, articoli, video, casi di studio, esperienze, consigli... Il cliente deve percepire di essere sempre parte di un processo di supporto a sostegno della soluzione del suo problema.
Una volta che avrete definito il contenuto e il target dell'utenza che intendete raggiungere, potrete pianificare il vostro ingresso su Facebook o Twitter.
La produzione di contenuti di qualità funziona da volano per tutto quanto gravita intorno al prodotto/servizio offerto, indipendentemente dal tipo di media utilizzato. Mantenere elevata la qualità dei propri contenuti, inoltre, permette di aggiungere alla propria immagine valori aggiuntivi come quello dell'autorevolezza.
Progettando una buona strategia di comunicazione i risultati, in termini di traffico sul proprio sito, arrivano automaticamente. Se volete avere un quadro chiaro di questa catena vi consiglio di leggere questa infografica realizzata da The Whole Brain Group.
martedì 23 ottobre 2012
Se vuoi che ti trovino, non devi nasconderti
"Quality content are key to Google ranking" (Matt Cutts, head of Google's Webspam team)
Rispetto a qualche anno fa, il funzionamento dei motori di ricerca è profondamente mutato e le tecniche di Search Engine hanno dovuto adeguarsi di conseguenza. Ne parliamo spesso con il mio amico Marco Loguercio che, essendo un professionista serio, ha sempre sostenuto l'esigenza di evoluzione continua delle tecniche di indicizzazione senza tralasciare l'aspetto "qualitativo" del contenuto.
Rispetto al passato, vorrei aggiungere, sono mutati anche gli scenari: quando parliamo di contenuti, oggi, parliamo anche di piattaforme, di Social Media Network e di linguaggio. Tutto quello che potete trovare in questa bella infografica di Brafton che è stata pubblicata ad aprile dell'anno scorso.
Chiara, essenziale, resterà attuale per qualche tempo. Quello che cambierà, aumentando, sarà la cifra destinata agli investimenti.
giovedì 18 ottobre 2012
Dillo a mamma
Per quanti fossero alla ricerca di risposte sull'efficacia dei Social Media nei comportamenti d'acquisto, ecco una bella infografica proveniente da Statista che ha preso in esame il rapporto che lega le mamme americane ai Social Media.
Ben poco d'aggiungere. Con queste percentuali, considerando il ritardo con il quale solitamente arrivano da noi i fenomeni, per le aziende italiane interessate al segmento è il caso d'iniziare già a ripensare la strategia di marketing.
Ben poco d'aggiungere. Con queste percentuali, considerando il ritardo con il quale solitamente arrivano da noi i fenomeni, per le aziende italiane interessate al segmento è il caso d'iniziare già a ripensare la strategia di marketing.
lunedì 3 settembre 2012
Back to the Future
La prima impressione è quella che conta e questo è valido anche sul Web.
Non è obbligatorio che il vostro interlocutore conosca i principi contenuti in Home Page Usability (Apogeo, 2002), ma certe sue idee potrebbero rendere difficile il vostro lavoro. Come rimediare? Nessuna strana formula, basta poco per rendergli più chiari i concetti di base.
Anche se non proprio recentissima - risale al dicembre del 2010 - proponetegli l'infografica realizzata dallo staff di Kissmetrics riprodotta qui sotto che illustra come costruire una perfetta landing page, cioè quella pagina specifica che il visitatore raggiuge dopo aver cliccato una pubblicità o un link creato appositamente: i dieci punti elencati sono così bene illustrati (e commentati) da risultare validi per qualsiasi pagina di un sito Internet.
Talmente intuitiva da non richiedere nemmeno la traduzione. Buona lettura.
Non è obbligatorio che il vostro interlocutore conosca i principi contenuti in Home Page Usability (Apogeo, 2002), ma certe sue idee potrebbero rendere difficile il vostro lavoro. Come rimediare? Nessuna strana formula, basta poco per rendergli più chiari i concetti di base.
Anche se non proprio recentissima - risale al dicembre del 2010 - proponetegli l'infografica realizzata dallo staff di Kissmetrics riprodotta qui sotto che illustra come costruire una perfetta landing page, cioè quella pagina specifica che il visitatore raggiuge dopo aver cliccato una pubblicità o un link creato appositamente: i dieci punti elencati sono così bene illustrati (e commentati) da risultare validi per qualsiasi pagina di un sito Internet.
Talmente intuitiva da non richiedere nemmeno la traduzione. Buona lettura.
mercoledì 27 giugno 2012
Twitter in Italia raggiunge solo un utente su otto
Strategie di comunicazione e impresa. La ricerca di canali innovativi che permettano alle aziende di raggiungere i potenziali clienti nel minor tempo possibile e, possibilmente, al minor costo possibile è sempre aperta, ma sovente i "confini" dei nuovi spazi rappresentati dai Social Media non sono affatto noti alle società che avviano un'attività di Social Marketing.
Molto interessante, in questo senso, risulta la ricerca sull'uso di Twitter condotta da Mark Graham della Oxford University, Oxford Internet Institute, e da Monica Stephens della Humboldt State in California. Il loro studio si è concentrato su un periodo compreso tra il 5 e il 13 marzo considerando un totale di 4,5 milioni di tweets geolocalizzandoli, potendo in questo modo vedere i paesi dove effettivamente si twitta di più. Il risultato è rappresentato in questa infografica.
L'Italia risulta ancora indietro sia per numero di tweets che per effettiva penetrazione di Twitter: su una popolazione web stabilmente assestata sui 27/28 milioni di utenti al mese (dati Audiweb maggio 2012), gli utenti attivi di Twitter sono circa 3,5 milioni (il 2,5% del totale degli utenti attivi a livello mondiale). Quindi siamo di fronte a un perimetro rappresentato da circa un utente su otto.
L'analisi completa del lavoro di Graham e Stephens, dalla quale potete evincere la situazione degli altri Paesi in Europa e nel resto del Mondo, potete trovarla sul sito dell'Oxford Internet Institute. Buona lettura.
Molto interessante, in questo senso, risulta la ricerca sull'uso di Twitter condotta da Mark Graham della Oxford University, Oxford Internet Institute, e da Monica Stephens della Humboldt State in California. Il loro studio si è concentrato su un periodo compreso tra il 5 e il 13 marzo considerando un totale di 4,5 milioni di tweets geolocalizzandoli, potendo in questo modo vedere i paesi dove effettivamente si twitta di più. Il risultato è rappresentato in questa infografica.
L'Italia risulta ancora indietro sia per numero di tweets che per effettiva penetrazione di Twitter: su una popolazione web stabilmente assestata sui 27/28 milioni di utenti al mese (dati Audiweb maggio 2012), gli utenti attivi di Twitter sono circa 3,5 milioni (il 2,5% del totale degli utenti attivi a livello mondiale). Quindi siamo di fronte a un perimetro rappresentato da circa un utente su otto.
L'analisi completa del lavoro di Graham e Stephens, dalla quale potete evincere la situazione degli altri Paesi in Europa e nel resto del Mondo, potete trovarla sul sito dell'Oxford Internet Institute. Buona lettura.
giovedì 14 giugno 2012
The Power of Like². Come funziona il Social Marketing
Sul valore delle campagne di marketing sui Social Network ognuno dice la propria, spesso inventando di sana pianta il metodo di ricerca per giustificare lavori che di scientifico non hanno nulla.
Per cercare di fare un po' di chiarezza, comScore ha pubblicato una ricerca - The Power of Like². How Social Marketing Works - sugli effetti degli investimenti pubblicitari su Facebook che, è bene ricordare, è anche sua cliente.
Nella ricerca viene posta in evidenza l'influenza esercitata dal bottone "Like" nel comportamento di acquisto degli utenti. L'analisi utilizza i dati combinati di Essentials™ e comScore AdEffx™ e spiega come comprendendo meglio gli elementi essenziali della massimizzazione della ricerca offerta da Facebook (Fan Reach, Engagement, e Amplification) le aziende possono confrontare le proprie prestazioni paragonandole con quelle delle marche concorrenti e pianificare così strategie più efficaci ai fini della misura del Roi. Nel rapporto è presente anche un'interessante dimostrazione sul comportamento d'acquisto tra media attivi e passivi su Facebook. D'altra parte, sul blog di comScore, si legge "Facebook rappresenta un'enorme piattaforma di marketing con caratteristiche uniche tra cui la capacità di combinare gli effetti dei mezzi di pagamento. Ha guadagnato, ma il suo valore reale è ancora tutto da scoprire". Chi ha dimostrato, invece, di aver scoperto come far rendere al meglio un semplice bottone è Mark Zuckerberg, al quale va riconosciuta la capacità di aver costruito il cm² più redditizio del mondo.
Collegandovi al sito di comScore, potete leggere integralmente "Facebook, The Power of Like²". Buona lettura.
Per cercare di fare un po' di chiarezza, comScore ha pubblicato una ricerca - The Power of Like². How Social Marketing Works - sugli effetti degli investimenti pubblicitari su Facebook che, è bene ricordare, è anche sua cliente.
Nella ricerca viene posta in evidenza l'influenza esercitata dal bottone "Like" nel comportamento di acquisto degli utenti. L'analisi utilizza i dati combinati di Essentials™ e comScore AdEffx™ e spiega come comprendendo meglio gli elementi essenziali della massimizzazione della ricerca offerta da Facebook (Fan Reach, Engagement, e Amplification) le aziende possono confrontare le proprie prestazioni paragonandole con quelle delle marche concorrenti e pianificare così strategie più efficaci ai fini della misura del Roi. Nel rapporto è presente anche un'interessante dimostrazione sul comportamento d'acquisto tra media attivi e passivi su Facebook. D'altra parte, sul blog di comScore, si legge "Facebook rappresenta un'enorme piattaforma di marketing con caratteristiche uniche tra cui la capacità di combinare gli effetti dei mezzi di pagamento. Ha guadagnato, ma il suo valore reale è ancora tutto da scoprire". Chi ha dimostrato, invece, di aver scoperto come far rendere al meglio un semplice bottone è Mark Zuckerberg, al quale va riconosciuta la capacità di aver costruito il cm² più redditizio del mondo.
Collegandovi al sito di comScore, potete leggere integralmente "Facebook, The Power of Like²". Buona lettura.
giovedì 24 maggio 2012
mercoledì 23 maggio 2012
Un'amministrazione poco "social"
Oggi pomeriggio Giovanni Arata ha presentato una ricerca sulle forme e i comportamenti della PA sui social media con riferimento all'attività di Comuni, Province e Regioni; commentatore è stato Alessandro Lovari che ha brevemente illustrato il recente lavoro presentato al Forum PA. Entrambe le presentazioni avrebbero meritato una discussione un po' più lunga di quella effettivamente realizzata.
Il lavoro presentato fotografa una situazione di sostanziale arretratezza e prevalentemente caratterizzato da improvvisazione. Strategia poca. Peccato, perché sono convinto che la comunicazione digitale potrebbe migliorare (e molto) il rapporto tra amministrazione e cittadini.
La presentazione di Giovanni la trovate qui, mentre quella di Alessandro è disponibile qui. Buona lettura.
Il lavoro presentato fotografa una situazione di sostanziale arretratezza e prevalentemente caratterizzato da improvvisazione. Strategia poca. Peccato, perché sono convinto che la comunicazione digitale potrebbe migliorare (e molto) il rapporto tra amministrazione e cittadini.
La presentazione di Giovanni la trovate qui, mentre quella di Alessandro è disponibile qui. Buona lettura.
martedì 22 maggio 2012
Nativi digitali, ma con moderazione
Pensavate che i nativi digitali fossero una popolazione iper-tecnologica e sempre connessa? Sbagliato. Più di un terzo di loro vede nella tecnologia solamente uno strumento utile.
Lo staff di Ketchum ha pubblicato la ricerca “Digital Living Ketchum Index”, condotta su un campione internazionale di oltre 6.000 consumatori in sei Paesi. Nella ricerca vengono identificati quattro tipi di nativi digitali: gli “Entusiasti”, appassionati di tecnologia e disposti a sacrificare la semplificazione per l’empowerment personale sono il gruppo più numeroso del campione (37% della popolazione globale dello studio), seguiti dagli “Infomaniaci” (25%), che ritengono la raccolta di informazioni e la scoperta di nuove esperienze più importante rispetto ad una migliore capacità di relazionarsi con le altre persone. A poca distanza troviamo i “Pragmatici” (22%), che vedono nella tecnologia uno strumento per migliorare le relazioni con gli altri o gestire diversi aspetti della propria esistenza. Ultimi i “Disconnessi” (16%) poco appassionati alla tecnologia alla quale conferiscono un alto valore per la capacità di semplificazione. Bella l'infografica che riproduco qui accanto.
La ricerca completa la trovate qui. Buona lettura.
Lo staff di Ketchum ha pubblicato la ricerca “Digital Living Ketchum Index”, condotta su un campione internazionale di oltre 6.000 consumatori in sei Paesi. Nella ricerca vengono identificati quattro tipi di nativi digitali: gli “Entusiasti”, appassionati di tecnologia e disposti a sacrificare la semplificazione per l’empowerment personale sono il gruppo più numeroso del campione (37% della popolazione globale dello studio), seguiti dagli “Infomaniaci” (25%), che ritengono la raccolta di informazioni e la scoperta di nuove esperienze più importante rispetto ad una migliore capacità di relazionarsi con le altre persone. A poca distanza troviamo i “Pragmatici” (22%), che vedono nella tecnologia uno strumento per migliorare le relazioni con gli altri o gestire diversi aspetti della propria esistenza. Ultimi i “Disconnessi” (16%) poco appassionati alla tecnologia alla quale conferiscono un alto valore per la capacità di semplificazione. Bella l'infografica che riproduco qui accanto.
La ricerca completa la trovate qui. Buona lettura.
martedì 15 maggio 2012
Technologies drive business success?
Per le aziende, i social media sarebbero diventati strumenti ormai imprescindibili utili ai fini della comunicazione, del marketing e delle vendite. Inoltre, velocizzerebbero i processi interni sviluppando le relazioni professionali e aiuterebbero a reperire informazioni di mercato contribuendo a migliorare la produttività. Gli utilizzatori più assidui sarebbero i manager senior, che risultano utilizzare assiduamente i social per obiettivi lavorativi traendone benefici personali, professionali e portando concreti miglioramenti di performance alle proprie aziende.
Tutte queste informazioni sono contenute nel rapporto "How social technologies drive business success" che Google ha affidato alla società di ricerca Millward Brown (quella di BrandZ Top 100) che ha intervistato un campione composto da 2.700 manager di sette Paesi europei: Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Olanda, Spagna e Svezia. Il rapporto lo potete scaricare qui.
Tutto molto interessante ma è difficile credere che possa funzionare in Italia, perché è noto che in diversi ambienti anche il solo impiego della mail aziendale per fini personali è stato usato come pretesto per il licenziamento.
Innovazione tecnologica e norme sul lavoro devono seguire un percorso parallelo, altrimenti stiamo parlando di moda e non di evoluzione.
Tutte queste informazioni sono contenute nel rapporto "How social technologies drive business success" che Google ha affidato alla società di ricerca Millward Brown (quella di BrandZ Top 100) che ha intervistato un campione composto da 2.700 manager di sette Paesi europei: Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Olanda, Spagna e Svezia. Il rapporto lo potete scaricare qui.
Tutto molto interessante ma è difficile credere che possa funzionare in Italia, perché è noto che in diversi ambienti anche il solo impiego della mail aziendale per fini personali è stato usato come pretesto per il licenziamento.
Innovazione tecnologica e norme sul lavoro devono seguire un percorso parallelo, altrimenti stiamo parlando di moda e non di evoluzione.
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